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L’infiltrato Gelmini?

Spero vivamente non sia vero. Fatto sta che sono emersi in rete alcuni filmati che "proverebbero" un’infiltrato della polizia nei manifestanti che protestano sul decreto Gerlmini.

Spero che non sia vero che Maroni abbia seguito il consiglio di Cossiga. Cioè infiltrare un poliziotto per fomentare i disturbi e dare così la "scusa" alle forze dell’ordine per far roteare i manganelli.

C’è un video in rete che mostra come questo ragazzo (in effetti dalla faccia troppo pulita e tranquilla per essere un protestante agitato) abbia rapporti anche troppo cordiali con la polizia.

Non so se tutto questo è vero, spero tanto che sia un espediente per far parlare ancora di più di questi avvenimenti.

 

Qui sotto il primo video:

Qui sotto un secondo video che ho trovato proprio adesso. State attenti al minuto 1:37 Dove si vede il ragazzo incriminato nel primo video che sembra dare direttive agli agenti in tenuta antisommossa.

Naturalmente il ragazzo si è difeso dalle accuse e questa è la sua smentita.

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Decreto Gelmini

Oggi è stato approvato il decreto Gelmini.

Devo essere sincero, non sono proprio contrario a questo decreto, sopratutto per quanto riguarda il maestro unico, purtroppo questo però comporterà tagli tra i docenti.

Comunque non scrivo per dare il mio giudizio sul decreto ma per capire come i giovani studenti di oggi vengano considerati.

Prima di tutto posso dire che è normale, a mio parere, un tale malcontento. Sono ormai 10 o 15 anni che l’universo scolastico viene bombardato da decreti su decreti, cambiando continuamente il sistema scolastico.

Ma quello che voglio più capire è il perchè della quasi totale indifferenza al dialogo con gli scolari. Era chiaro che scoppiassero dei disordini, sopratutto dopo le dichiarazioni del "cavaliere" e le sue smentite da smemorato. Ma soprattutto la causa dei disordini è da cercare nella completa mancanza di scambio di opinioni con chi nella scuola ci deve studiare.

Il diritto allo sciopero è di tutti ma per quanto riguarda gli scolari mi sembra che non sia così. Si è polemizzato sul fatto che bloccassero le aule e occupassero le scuole, impedendo agli altri alunni di presenziare alle lezioni. Oggi a Milano alcuni scolari hanno occupato la stazione di Lambrate e subito dopo sono stati sfollati. Sempre a Milano i ragazzi volevano bloccare la tangenziale Est ma sono stati fermati. Ora io mi chiedo…. avete mai sentito di tali ostruzioni alla manifestazione quando questa è fatta da metalmeccanici, cobas del latte, camionisti, trasporti pubblici, ecc…. Questi infatti quando scioperano sono in grado di mettere in ginocchio anche una grande città come Milano, ma quando a cercare di manifestare sono gli alunni, che provano a occupare la scuola, si sparano sentenze chiamandoli asini e condannando il loro metodo di protesta.

Personalmente mi sembra che sia proprio il contrario, ai giovani manifestanti vengono tarpate le ali impedendoli di provocare i classici "disagi" di uno sciopero, unico modo per farsi sentire (ve lo dice un metalmeccanico che al rinnovo del contratto vede maturare delle battaglie mica da poco), impedendogli così il naturale e legale diritto a protestare.

Non sono più un alunno da molto tempo ma sto con questi ragazzi, al di la del fatto che approvi o no il decreto Gelmini. Dico così perchè hai miei tempi scioperare a scuola era una scusa come un’altra per andare in centro a inchiodare le ragazze. E vedere che oggi  sono tornati a riaffiorare l’orgoglio, gli interessi e opinioni dei ragazzi che sembrano aver riconquistato il gusto di pensare con la propria testa per garantirsi un futuro migliore, mi fa ben sperare per le nuove generazioni. Non saranno mai gli anni ’60 ma è pur sempre qualcosa.

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Cossiga Spietato

Quì sotto riporto testualmente le parole dette da CossigaW in un’itervista in cui si chiedeva una possibile soluzione ai disordini creati dagli studenti negli che manifestano contro il decreto Germini. Tratto da Dagospia:

Presidente Cossiga, pensa che minacciando l’uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?
«Dipende, se ritiene d’essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché è l’Italia è uno Stato debole, e all’opposizione non c’è il granitito Pci ma l’evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà quantomeno una figuraccia».

Quali fatti dovrebbero seguire?
«A questo punto, Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno».

Ossia?
«In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito…».

Gli universitari, invece?
«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che?
«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che…
«Nel senso che le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti?
«Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.
«Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio».

Quale incendio?
«Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà ad insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate Rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».

E’ dunque possibile che la storia si ripeta?
«Non è possibile, è probabile. Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».

Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.
«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama…».

Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente…
«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all’inizio della contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com’era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro. La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla… Ma oggi c’è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».

Sarei quasi quasi tentato di non commentare tali parole, non per sembrare superiore o per sminuire quello che Cossiga dice e pensa (purtroppo lo pensa pure) ma perchè penso che queste parole commentino da sole la pazzia che esse rappresentano. Probabilmente finiranno nel dimenticatoio delle nostre menti (come successe quando Fini dichiarò che un’uomo gay non può fare l’insegnante) ma quello che è certo è che Cossiga dovrebbe starsene a casa in pattoffole e godersi lo stipendio di senatore a vita che noi itagliami gli elargiamo, invece che rilasciare interviste ridicole.

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Canna Omicida?

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Morire per una canna? Si si può!!! L’ennesima bufera ha travolto la già troppo martoriata scuola italiana.
Una ragazzo muore subito dopo aver fumato una canna nei corridoi della scuola.
Mi sembra alquanto strano. Pur non essendo un’amante delle sigarette truccate, trovo difficile che sia possibile morire per uno spinnello. Almeno che il ragazzo non avesse già dei probblemi gravi di salute, tipo malattie cadiovascolari, o che la cannabis fumata non fosse del tutto genuina ma mischiata con qualche porcheria.
Fatto sta che al di la del dispiacere della perdita, i soliti avvoltoi di giornalisti ci hanno ricamato sopra e non poco. “Scandalo nelle scuole italiane, uno studente su cinque si fa una canna anche dentro alle mure scolastiche” e via ad una serie di filmati che ritraggono minori intenti a pipparsi uno spinello.
Prima di tutto penso che farsi uno spinello non sia un probblema e cha al massimo sia il minore dei mali, ma anche se lo fosse bisognava aspettare che ci scappassei il morto? Sono passati quasi vent’anni dall’ultima volta che ho frequentato una classe e già allora le canne giravano che era una bellezza. Unica differenza tra i miei tempi e quelli attuali è che ora ci sono i videofonini e come succede per le “molestie” sessuali a scuola, anche per le canne i ragazzi si divertono a riprendere e magari mettere online su YouTube. Tutto questo c’era già ma non si vedeva così spudoratamente.
Basta digitare la parola scuola nella ricerca di YouTube e si potrà vedere di tutto… canne, seduzione tra minori, vandalismo e bullismo. Ma queste cose ci sono sempre state sin da quando esiste la scuola.
Basta con questa strumentalizzazione dei media.

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