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L’infiltrato Gelmini?

Spero vivamente non sia vero. Fatto sta che sono emersi in rete alcuni filmati che "proverebbero" un’infiltrato della polizia nei manifestanti che protestano sul decreto Gerlmini.

Spero che non sia vero che Maroni abbia seguito il consiglio di Cossiga. Cioè infiltrare un poliziotto per fomentare i disturbi e dare così la "scusa" alle forze dell’ordine per far roteare i manganelli.

C’è un video in rete che mostra come questo ragazzo (in effetti dalla faccia troppo pulita e tranquilla per essere un protestante agitato) abbia rapporti anche troppo cordiali con la polizia.

Non so se tutto questo è vero, spero tanto che sia un espediente per far parlare ancora di più di questi avvenimenti.

 

Qui sotto il primo video:

Qui sotto un secondo video che ho trovato proprio adesso. State attenti al minuto 1:37 Dove si vede il ragazzo incriminato nel primo video che sembra dare direttive agli agenti in tenuta antisommossa.

Naturalmente il ragazzo si è difeso dalle accuse e questa è la sua smentita.

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La Corsia Preferenziale

 Sono sempre stato favorevole alle operazioni della polizia stradale, vigili urbani e tutte quelle forze dell’ordine che fanno rispettare il codice stradale. Se fai un’infrazione è giusto che, se ti beccano, paghi per l’errore fatto. Questo è il metodo migliore per mantenere l’ordine nelle strade. E non si può neanche prendere la scusa dicendo di non essersi accorti di aver fatto un’infrazione perché la legge, giustamente, non ammette ignoranza.

Ma nel caso fosse il cittadino, più precisamente l’automobilista, a non ammettere l’ignoranza della legge? In questo caso cosa succede?. Personalmente un paio di anni fa ho partecipato ad un avvenimento che mi ha fatto porre questa domanda.

7 e 30 del mattino, ora di punta di Milano, sono in macchina e mi dirigo verso il posto di lavoro facendo la stessa strada da quasi ormai 20 anni. Sono in una via a tre corsie, due laterali a senso unico e una centrale a doppio senso preferenziale per i mezzi pubblici.

Ad un certo punto mi imbatto in un incidente nel bel mezzo di un’incrocio che obbliga me, e gli altri automobilisti che facevano la mia stessa strada, ad una sosta forzata in colonna. L’incidente era di una certa importanza e le auto coinvolte non potevano essere spostate se non con un carro attrezzi. Certo che il traffico, in un’arteria stradale così importante  e all’ora di punta, fa presto a tramutarsi in vero e proprio caos.

A questo punto, visto il disagio che aumentava di minuto in minuto, i vigili urbani intervenuti per l’incidente, decidono di convogliare il traffico della nostra corsia all’interno della corsia preferenziale. Le indicazioni dei vigili erano chiare, si sono messi davanti alle auto incidentate e con un gran sbracciare ci indicavano di andare nella corsia centrale della strada.

Tutti gli automobilisti hanno eseguito ma con una certa diffidenza, anche quando è stati il mio turno ho storto un po il naso, sapevo infatti che la corsia preferenziale era munita di telecamere per rilevare le targhe di eventuali vetture che la occupassero illecitamente. Così prima di inserirmi nella corsia ho fatto un paio di gesti al vigile come per chiedere una conferma sulla manovra che mi accingevo a fare. Il Ghisa (cosi soprannominati a Milano), anche un po risentito, mi ha fatto un cenno deciso per farmi convogliare nella parte centrale della strada. A questo punto ho eseguito gli ordini, pensando che molto probabilmente le telecamere fossero state spente, o disattivate, per via del disagio provocato dall’incidente. Così io, e qualche altre centinaia di automobilisti, ci siamo ritrovati a marciare in mezzo ai bus e taxi per qualche centinaio di metri.

Sorpresa delle sorprese, dopo due mesi mi sono visto recapitare una multa a casa (se non ricordo male circa 70 Euro) per aver invaso la corsia preferenziale della strada incriminata.

Sulle prime mi si è acceso un sorriso quasi beffardo sul viso, subito dopo però mi sono mosso per chiedere delucidazioni.

Ho chiamato il comando della Polizia municipale per informarli di quanto era successo, spiegandoli che erano stati i loro colleghi a farmi andare in quella strada. Per tutta risposta mi è stato detto che avrei potuto chiedere il rimborso ma che molto probabilmente non avrei potuto ottenerlo. Infatti a loro favore c’era tanto di foto della mia macchina e targa che mi colpevolizzava del reato. Avrei dunque avuto avere la testimonianza del vigile che si è occupato dell’incidente. Dopo circa una ottantina di telefonate riesco a reperire al cellulare il vigile e questa è più o meno la ridicola conversazione che ne è venuta fuori:

Vigile "si ricordo quel giorno e ricordo benissimo l’incidente ma non ho mai dato disposizione agli automobilisti per dirigersi nella corsia preferenziale"

Io "e allora lei si ricorda come ha fatto a sbrogliare il traffico?"

Vigile "molto probabilmente è stato convogliato in una laterale"

Io "non cerano laterali e l’incidente bloccava tutte le possibilità di fuga dall’incrocio"

Vigile "mi dispiace ma non ricordo proprio, non le posso essere utile, poi se la sua macchina è stata fotografata in corsia preferenziale è lei ad aver fatto una infrazione"

Io "Si ma è stato lei a mandarmici e con me decine e decine di altre macchine"

Vigile "impossibile, non avrei mai potuto decidere di optare per una soluzione del genere".

Non continuo perchè la conversazione è sfociata, come prevedibile, in un vero e proprio litigio. Fatto sta che per evitare altre complicazioni e scocciature ho deciso di pagare la multa ma prima di farlo ho ritelefonato alla centrale della Polizia Municipale e ho chiesto se potevano fare un controllo di quante macchine sono state multate quel giorno e in quell’ora in quella corsia preferenziale, giusto cosi per una curiosità personale. Mi fanno attendere al telefono e dopo qualche minuto mi è stato risposto che non potevano controllare perchè momentaneamente i computer non andavano. Ma guarda che coincidenza. A questo punto ho risposto che, appena i PC fossero risuscitati, di controllare e una volta trovato il numero di macchine multate di porsi almeno un dubbio. Perchè come minimo quel giorno hanno dispensato almeno tra le 100 e le 150 multe.

Non fraintendetemi, sbagliamo tutti, sia nella vita privata che sul lavoro. Ma come noi paghiamo quando sbagliamo, anche loro quando li si mette davanti ad un fatto compiuto, o almeno a qualcosa che dovrebbe farli riflettere, dovrebbero almeno porsi delle domande. So che dietro ad una eventualità come questa ci sono burocrazia e prassi da rispettare ma, anche se loro sono in divisa e per il 99% delle vote sono dalla parte della ragione, siamo comunque tutti umani e a volte non sarebbe male pensare che non sempre si può aver ragione.

Un sincero buon lavoro a tutti i Vigili Urbani.

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Cossiga Spietato

Quì sotto riporto testualmente le parole dette da CossigaW in un’itervista in cui si chiedeva una possibile soluzione ai disordini creati dagli studenti negli che manifestano contro il decreto Germini. Tratto da Dagospia:

Presidente Cossiga, pensa che minacciando l’uso della forza pubblica contro gli studenti Berlusconi abbia esagerato?
«Dipende, se ritiene d’essere il presidente del Consiglio di uno Stato forte, no, ha fatto benissimo. Ma poiché è l’Italia è uno Stato debole, e all’opposizione non c’è il granitito Pci ma l’evanescente Pd, temo che alle parole non seguiranno i fatti e che quindi Berlusconi farà quantomeno una figuraccia».

Quali fatti dovrebbero seguire?
«A questo punto, Maroni dovrebbe fare quel che feci io quand’ero ministro dell’Interno».

Ossia?
«In primo luogo, lasciare perdere gli studenti dei licei, perché pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito…».

Gli universitari, invece?
«Lasciarli fare. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».

Dopo di che?
«Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovrà sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri».

Nel senso che…
«Nel senso che le forze dell’ordine dovrebbero massacrare i manifestanti senza pietà e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in libertà, ma picchiarli a sangue e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano».

Anche i docenti?
«Soprattutto i docenti. Non quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine sì. Si rende conto della gravità di quello che sta succedendo? Ci sono insegnanti che indottrinano i bambini e li portano in piazza: un atteggiamento criminale!».

E lei si rende conto di quel che direbbero in Europa dopo una cura del genere? «In Italia torna il fascismo», direbbero.
«Balle, questa è la ricetta democratica: spegnere la fiamma prima che divampi l’incendio».

Quale incendio?
«Non esagero, credo davvero che il terrorismo tornerà ad insanguinare le strade di questo Paese. E non vorrei che ci si dimenticasse che le Brigate Rosse non sono nate nelle fabbriche ma nelle università. E che gli slogan che usavano li avevano usati prima di loro il Movimento studentesco e la sinistra sindacale».

E’ dunque possibile che la storia si ripeta?
«Non è possibile, è probabile. Per questo dico: non dimentichiamo che le Br nacquero perché il fuoco non fu spento per tempo».

Il Pd di Veltroni è dalla parte dei manifestanti.
«Mah, guardi, francamente io Veltroni che va in piazza col rischio di prendersi le botte non ce lo vedo. Lo vedo meglio in un club esclusivo di Chicago ad applaudire Obama…».

Non andrà in piazza con un bastone, certo, ma politicamente…
«Politicamente, sta facendo lo stesso errore che fece il Pci all’inizio della contestazione: fece da sponda al movimento illudendosi di controllarlo, ma quando, com’era logico, nel mirino finirono anche loro cambiarono radicalmente registro. La cosiddetta linea della fermezza applicata da Andreotti, da Zaccagnini e da me, era stato Berlinguer a volerla… Ma oggi c’è il Pd, un ectoplasma guidato da un ectoplasma. Ed è anche per questo che Berlusconi farebbe bene ad essere più prudente».

Sarei quasi quasi tentato di non commentare tali parole, non per sembrare superiore o per sminuire quello che Cossiga dice e pensa (purtroppo lo pensa pure) ma perchè penso che queste parole commentino da sole la pazzia che esse rappresentano. Probabilmente finiranno nel dimenticatoio delle nostre menti (come successe quando Fini dichiarò che un’uomo gay non può fare l’insegnante) ma quello che è certo è che Cossiga dovrebbe starsene a casa in pattoffole e godersi lo stipendio di senatore a vita che noi itagliami gli elargiamo, invece che rilasciare interviste ridicole.

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Taser

Leggo sul giornale che oggi in Canada c’è stato l’ennesimo morto a causa di una di quelle che dovrebbe essere classificata come arma non letale usata dalla polizia: il Taser

Il taser è un dispositivo, detto appunto anche arma non letale, che emana corrente elettrica atta a stordire il malvivente. Questa scarica ad alto voltaggi ma a basso amperaggio, può essere data sia a distanza ravvicinata, toccando il soggetto direttamente con il dispositivo, oppura a distanza usando una pistola Taser che lancia dardi eletrificati che si conficcano nel corpo della vittima.

Questo dispositivo, come del resto lo spray al pepe, è sempre stato oggetto di polemica e discussione, sopratutto negli USA dove le forze dell’ordine hanno a disposizione tale apparecchio.

Sotto un certo punto di vista preferisco che i poliziotti americani abusino di "elettricità" piuttosto che di proiettili, visto la fama di glilletti facili che ha la polizia USA, ma daltro canto bisogna anche riflettere sulle conseguenze che le armi non letali possono avere.

Primo fra tutti la sensibilità del corpo umano che risponde in maniera differente da soggetto a soggetto, persone che sopportano due o più scariche del Taser senza effetti collaterali, altri invece con magari disfunzioni cardiache ai quali basta una lieve scossa per rimetterci la pelle con un infarto. Altro punto da tenere in considerazione è, come accennato prima, il grilletto facile della polizia USA. Avrete sicuramente sentito la news di qualche giorno fa che riportava lomicidio di un ragazzo da parte della polizia con 20 colpi di pistola a bruciapelo, tutto questo perchè il giovane stava estraendo un pettine dalla tasca eroneamente scambiato per una pistola dagli agenti. Ok ci può stare che pensi sia una pistola, ma sparare per ben 20 volte a bruciapelo vuol dire non pensare affatto a quello che si sta facendo.

Da questo esempio si può anche arrivare alla conclusione che a volte la morte per scarica di Taser può essere dovuta all’intemperanza della polizia che, magari, invece che dare una scarica di pochi secondi tengono premuto il grilletto del taser dando una scarica di variate decine di secondi (come a volte si vede nei filmati shock su internet o su qualche programma televisivo) rischiando di provocare seri danni al soggetto. Infatti anche se la scarica è a basso amperaggio (è infatti l’amperaggio ad uccidere) la scossa comunque causa paralisi momentanea dei muscoli e delle attività motorie, paralisi che in teoria dovrebbero poi facilitare l’arresto del criminale, ma non tutti pensano che come paralizzano i muscoli delle gambe e delle braccia possono anche paralizare il cuore che altro non è che un muscolo.

La mia conclusione: qualunque sia l’arma, manganello, taser, spray o pistola, nessuna di queste uccide, sempre che chi la usi non lo faccia con l’intenzione di uccidere.

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