No al Ritalin

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Quando penso che la mentalità contorta degli americani abbia ormai raggiunto l’apice, ecco che vengo smentito.
In America è gà da tempo in commercio un medicinale, il Ritalin, che sencodo “fonti mediche” acreserebbe l’attenzione e il concentramento di quei bambini che soffrono del disturbo da deficit dell’attenzione e iperattività (ADHD).
Tralasciando il fatto che il “disturbo” dell’iperattività me pare una strunzata, non vedo perchè bisognerebbe riempire di pillole il proprio figlio solo per rendere la vita più facile hai genitori.
Da notare che il farmaco in questione è passato inizialmente dalla classificazione di “stupefacente” a quella di “psicofarmaco”. L’effetto che avrebbe sui pazienti è quello di agire su la sfera emotiva del bambino rendendolo più calmo e più concetrato a scula. In america la comunità scientifica a dimostrato casi di dipendenza dal farmaco, rendendo così il bambino un vero e proprio “drogato”.
Avere un figlio non è certamente cosa facile, sopratutto quando entra nell’età in cui è “iperattivo”. Chi di voi ha un figlio sa benissimo di costa sto parlando. Se un bimbo urla, corre, fa casino e combina qualche marachella a casa o a scuola, di certo non è perchè è affeto da qualche malattia ma solamente perchè il vostro bambino sta facendo il BAMBINO.
Sarebbe come dire che l’infanzia è una malattia. Questa, a mio parere, è la solita scusa delle case farmaceutiche per portarsi in tasca qualche bel soldino.
Bene… e adesso… il Ratalin è arrivato anche in Italia.
Questo che ho scritto è solo un mio parere personale e quello che dico ora è solo un suggerimento che mi sento di dare ai genitori italiani:
Non cascateci. I vostri figli sono iperattivi perchè sono bambini e non malati. Se i genitori americani vogliono impasticcare i loro figli lasciamoglielo pure fare.
I nostri figli sono una cosa preziosa e un bene inestimabile. Non facciamoci prendere per il culo con delle false illusioni di migliorare la vita dei nostri bambini.
Volevo infine farvi notare che anche un sito come Wikipedia quando parla del Ritalin si para il culo. Leggete infatti il disclaimer che precede la descrizione del farmaco.

Se volete aderire alla campagna contro il Ritalin in Italia vissitate questo SITO e lasciate la vostra firma.

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3 Comments

  1. salvatore maiorana scrive
    at 21:34 - 27th novembre 2008 Permalink

    Ciao sono un ragazzo che ha fatto uso per molti anni di ritalin..ti dirò il ritalin mi ha cambiato la vita..potrei dire he in un certo senso me la ha salvata..dato che mi ha permesso di affrontare serenamente gli studi e di mettere a frutto tutte le mie capacità,le quali sarebbero state altrienti compromesse,dal mio disturbo di iperattività..vedi è troppo facile esprimere un’opinione come la tua ,senza sapere bene che cos’è veramente il ritalin quali effetti da e quali sono i casi in cui va usato(nn in tutti naturalmente)..inanzitutto non tutti i bambini sono iperattività..solo alcuni e in genere sono i più svegli..Ora non sto qua a spiegarti cos’è l’iperattività..ma ti invito a documentarti..e non partire da posizioni bigotte e di parte..diffondendo notizie senza dati concreti e informazioni corette….
    Oltretutto ti volevo informare che non sono dipendente da nessuna droga..Sn una dimostrazione vivente della bufala colossale che hai scritto..Scrivendo il tuo cosidetto “libero pensiero” oltre ad offendere me offendi migliaia di bambini ragazzi e adulti che hanno fatto uso di ritalin per quello CHE è UN VERO E PROPRIO DISTURBO..vergogna

  2. Actarus scrive
    at 06:47 - 28th novembre 2008 Permalink

    Sono contento che a te abbia fatto bene, che ti abbia aiutato negli studi e nella vita. Ma rimango fermo sulla mia opinione. Trattasi di antidepressivi e come tali non è eticamente giusto somministrarli a bambini che sono nel pieno dello sviluppo mentale. L’iperattività potrà essere anche una malattia come dici tu ma è una delle così dette nuove malattie, create ad opera d’arte per vendere medicinali. Mi sono informato prima di scrivere questo articolo caro salvatore e questa è una delle mie fonti:

    “Il Disturbo da deficit d’attenzione ed iperattività (ADHD) è un disturbo del comportamento caratterizzato da inattenzione, impulsività e iperattività motoria che rende difficoltoso e in taluni casi impedisce il normale sviluppo e integrazione sociale dei bambini. Si tratta di un disturbo eterogeneo e complesso, multifattoriale che nel 70-80% dei casi coesiste con un altro o altri disturbi (fenomeno definito comorbilità). La coesistenza di più disturbi aggrava la sintomatologia rendendo complessa sia la diagnosi sia la terapia. Quelli più frequentemente associati sono il disturbo oppositivo-provocatorio e i disturbi della condotta, i disturbi specifici dell’apprendimento (dislessia, disgrafia, ecc.), i disturbi d’ansia e, con minore frequenza, la depressione, il disturbo ossessivo-compulsivo, il disturbo da tic, il disturbo bipolare.

    Per la normalizzazione del comportamento di alcuni pazienti iperattivi e con deficit d’attenzione si sono rivelate efficaci alcune molecole psicoattive come il metilfenidato.
    Ma critiche sono state mosse sull’uso di questi medicinali, i quali sono stati ritenuti responsabili di diversi casi di morte (infarto, suicidio, ecc.). Queste critiche hanno portato in Italia alla nascita di due campagne, una con funzioni di farmacovigilanza denominata “Giù le mani dai bambini”, di taglio laico e non antipsichiatrico, la seconda con funzioni di denuncia sul rischio farmaci, denominata “Perché non accada” (tra i promotori di quest’ultima c’è il Comitato dei Cittadini per i Diritti Umani organizzazione legata a Scientology). In Italia è presente anche l'”associazione famiglie ADHD “(AIFA ONLUS) associazione di genitori che ha creato una rete di mutuo aiuto tra genitori di ragazzi affetti d’ADHD.

    È ancora pendente presso il TAR del Lazio un ricorso contro le attuali modalità di somministrazione di questi prodotti psicoattivi ai minori, e sono aperti presso il Ministero della Salute due tavoli di confronto – uno su iniziativa del Parlamento, l’altro su iniziativa del Ministro – per valutare l’ipotesi di una revisione in senso più restrittivo dei protocolli di diagnosi e terapia dell’Adhd. Nell’attesa, l’ISS e l’Agenzia Italiana del Farmaco hanno comunque ritenuto di autorizzare l’uso di tali presidi terapeutici anche in Italia”

    “Una considerevole parte della comunità scientifica critica l’uso del metilfenidato nei bambini, considera inopportuno il trattamento di bambini con sostanze stupefacenti, tanto più che il numero di bambini trattati è aumentato drasticamente negli anni. I sostenitori rispondono che questa preoccupazione sia infondata. Il problema è particolarmente vivo negli Stati Uniti, zona in cui la percentuale di bambini trattati con Ritalin è notevolmente superiore ad ogni altro paese nel mondo. L’incidenza di ADHD nella popolazione è stimata intorno al 4%, la prescrizione di Ritalin negli Stati Uniti intorno al 1.5%. Effettuando però una distinzione per fasce d’età si evidenzia che, in alcune zone degli Stati Uniti, il 10-12% dei bambini tra i 6 e i 12 anni è in terapia con Ritalin. Studi mostrano come il 12.5% dei bambini che rispondono ai criteri del DSM-III per la diagnosi di ADHD siano in trattamento con farmaci stimolanti come il metilfenidato. In un’intervista William B. Carey, noto Professore di Pediatria americano membro dell’Accademia delle Scienze USA, ha dichiarato che in alcune scuole statunitensi la prescrizione raggiunga il 35% degli alunni maschi. A seguito di queste polemiche, in Italia si è attivato un consorzio nazionale di farmacovigilanza dal nome “Giù le mani dai bambini” che ha preso posizione contro la somministrazione indiscriminata di psicofarmaci – metilfenidato in particolare – a bambini ed adolescenti. Questo Comitato raggruppa oltre centosettanta realtà del terzo settore – tra cui undici Università, Ordini dei Medici, associazioni genitoriali e socio-sanitarie, nonché singoli pediatri, psicologi, psichiatri, pedagogisti – ed ha espresso le proprie tesi scientifiche con un documento di consenso di respiro nazionale lanciato a Torino dall’Ospedale San Giovanni Battista Molinette nel maggio 2005, documento che riassume le tesi scientifiche del comitato – contrarie alla somministrazione del farmaco. Alle critiche presenti nel documento l’ Istituto Superiore di Sanità ha risposto con l’istituzione di un sito di informazione scientifica finalizzato a garantire una corretta informazione sanitaria ai genitori ed agli insegnanti dei bambini affetti da ADHD. Riguardo la sovra-prescrizione, l’ONU ha dichiarato: “…l’uso di sostanze eccitanti quali il metilfenidato/Ritalin per la cura del Deficit di Attenzione/Disturbi d’Iperattività (ADHD) è aumentato di un sorprendente 100% in più di 50 paesi. In molti paesi – Australia, Belgio, Canada, Germania, Islanda, Irlanda, Paesi Bassi, Nuova Zelanda, Norvegia, Spagna e Regno Unito – l’uso di queste sostanze potrebbe raggiungere livelli alti quanto quelli degli Stati Uniti. Il Consiglio si appella quindi affinché le nazioni valutino la possibile sovrastima dell’ADHD e frenino l’uso eccessivo del metilfenidato/Ritalin…”, nonché “l’ADHD è mal diagnosticata e che gli psicostimolanti per la sua cura sono prescritti in eccesso, nonostante la crescente evidenza circa la pericolosità dei loro effetti… [la commissione] raccomanda ulteriori ricerche sul trattamento e la diagnosi di ADHD, incluse ricerche sui possibili effetti negativi degli psicostimolanti e su ogni altro trattamento – medico e non – che possa essere usato con efficacia per contenere i disagi del comportamento dei minori”

    “Alcuni ipotizzano che la prescrizione di anfetamine predisponga i bambini ad un abuso di altre sostanze nell’adolescenza. Nonostante ciò esistono studi che affermerebbero il contrario. Questo studio però non risolve la diatriba sull’uso dello stesso metilfenidato come droga d’abuso.”

    “Alcuni studi hanno messo in mostra un rallentamento della crescita in bambini trattati con metilfenidato. Altri studi suggeriscono che questo effetto si risolva comunque nell’adolescenza”

    “Anche se estremamente rari, sono stati segnalati casi di morte improvvisa da attribuirsi all’assunzione di metilfenidato. Un recente “warning” della Food and Drug Administration ha indicato come potenziali effetti collaterali per l’assunzione a normale dosaggio terapeutico di questo psicofarmaco il rischio di ictus, l’insorgenza di crisi maniaco-depressive, la morte improvvisa per arresto cardiaco”

    “Nel febbraio 2005, un team di ricercatori dell’Università del Texas ha affermato che uno studio condotto su 12 bambini mostrerebbe un rischio cancerogeno associato al metilfenidato. Nello studio ai 12 bambini è stata somministrata la dose standard. Dopo 3 mesi i bambini mostravano aberrazioni cromosomiche farmaco-indotte. I ricercatori hanno affermato che saranno necessari studi ulteriori, data la ristrettezza del campione coinvolto.”

    Non scrivo tutto per non allungare troppo il commento.
    Ma come puoi vedere non sono l’unico a pormi certe domande, somministrare antidepressivi non solo è inmorale per un bambino ma anche relativamente pericoloso anche per un adulto. Se poi a te ti è andata bene così mi fa piacere ma ricorda… centinaia di migliaia di bambini “iperattivi” in passato sono cresciuti come cristo comanda, prendendo al massimo l’aspirina per la febbre, e ora tutto ad un tratto ci voglio far credere che bisogna tenere buoni i nostri figli con medicinali antidepressivi? Ci voglio far credere che se non studiano sono depressi? Ai miei tempi chi non studiava era semplecemente un’asino che non aveva voglia di studiare e chi faceva casino non era iperattivo ma era una peste.
    E ricorda che tu come bambino all’epoca quando prendevi il ritalin non avevi voce in capitolo, sono stati altri a decidere per te, magari dei medici che ti conoscevano da un paio d’ore.
    Il ritalin e tutti i suoi derivati mi sembrano una puttanata.

  3. SIMONA scrive
    at 10:51 - 18th giugno 2009 Permalink

    sai qual è il problema? che evidentmente non puoi manco immaginare cosa significhi essere iperattivi. una cosa è ke sia iperativ un bambino, è ovvio e scontato che sia gioioso, voglia giocare gridare urlare ecc. è un bambino! ma l iperattività è l attegiamento piu spinto, estremo da parte del bambino. è un amplificazion totale dell attività “infantile”. il punto FONDAMETALE CETRO DELLA DISCUSSIONE è: XK SOMMINISTRARLO? NON PER CALMARE IL BAMBINO, MA XKE IL BAMBINO CRESCENDO NON RIESCEA PLACARE LA SUA IPERATTIVITà DA SOLO….CRESCENDO RIMANE IPERATTIVO MA NON POTENDO PIU FARE IL “BAMBINO” CERCA ALTRE STRADE PER SFOGARE LA SUA IPERATTIVITà IL PIU DELLE VOLTE TORTUOSI PERCORSI PSICOLOGICI. ECCO XK I DISTURBI DI CONCENTRAZIE AUMENTANO.

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