Erich Priebke libero

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Come sapete Erich Priebke, ex ufficiale delle SS, è stato tempo fa condannato per i crimini umanitari riguardanti le fosse Ardeatine, e come avrete sentito nelle ultime ore Erich Priebke ha usufruito di un “alleggirimento” della pena che gli consente una “pausa” dagli arresti domiciliari per poter lavorare.
Mio padre ha vissuto durante la seconda guerra mondiale in una situazione a dir poco precaria, con i tedeschi che minacciavano e ricattavano la sua famiglia. Penso che leggendo questa notizia gli sia venuto un’infarto.
Io sono cresciuto in una famiglia che ha sempre odiato e abborrito tutto quello che ricordava anche soltanto lontanamente il fascismo e il nazismo. E questa notizzia mi fa accapponare la pelle.
Prima di tutto un essere ignobile come Erich Priebke doveva marcire a vita in una cella, e per fortuna sono contro la pena di morete. Senza considerare che ci sono voluti circa 40 anni per arrestarlo e condannarlo… già questo è uno scandalo. Condannarlo ora all’ergastolo vuol dire dargli una pensione che non si merita.
Tirando le somme però si può dire che alla fine è stato preso e condannato… si certo bella condanna!!!. Arresti domociliari???? Ma stiamo scherzando??? Le povere persone che ha trucidato avevano forse gli arresti domiciliari?
E ora…. povero cristo…. gli concedono di lasciare gli arresti domiciliari per poter adempiere a compiti lavorativi.
Ma io dico… ma per quale motivo mi devono fare incazz…? A lavorare??? In galera mostro maledetto, quello è il posto più privilegiato che ti meriti.
Come in galera dovrebbero finire quegli inteligentoni che nella zona Termini di Roma, su di un muro, hanno scritto “Bentornato Capitano“.
Ecco io queste teste di C..zzo le metterei in galera con il loro “capitano“.
Purtroppo la maggior parte delle persone che scrivono e sostengono queste sciocchezze non sanno neanche di cosa stanno parlando. L’ignoranza oltre ad essere una brutta cosa è anche sinonimo di inciviltà, come in questo caso. Soprattutto da parte dei giovani che ingnoranti in materia storica pensano di essere sboroni a rivalutare il fascismo e il nazismo. Cari sbarbatelli… piegate la testa su qualche libro di storia o andate a visitare qualche museo di storia invece di riempirvi di pugnette davanti al PC. La mancanza di umiltà che queste persone hanno nei confronti di quello che è considerato il più grande crimine umanitario della storia mi lascia senza parole e con un grandissimo senso di rabbia.
I nostri genitori e i nostri nonni hanno sofferto e combattuto per liberarci da quell’orrore.
Vi prego, faccio un appello sentito col cuore, non cadete nello sbaglio che ultimamente si fa troppo spesso. Non c’è niente da rivalutare nè sul nazismo nè sul fascismo. Quella è stata un’epoca buia per il nostro paese, dalla quale l’Italia ne è uscita fuori distrutta, fisicamente e moralmente. NON SI DEVE RIPETERE neanche a parole o ideali.

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9 Comments

  1. V267 scrive
    at 12:27 - 15th giugno 2009 Permalink

    Di gente così ne avremmo bisogno qui al Sud per liberarci di mafiosi e camorristi.

    Su quello che sia poi la democrazia italiana in Italia Meridionale ve lo lascio immaginare.
    Un regime fascista sarebbe il male minore, per una situazione politica ed ambientale che non ha nulla da invidiare a qualche repubblica sudamericana…

    Con osservanza
    VP

  2. Giorgio scrive
    at 22:45 - 29th luglio 2009 Permalink

    Leggo per caso il tuo blog e caisco che quello che si spugnetta al pc sei tu,…ma lo dico senza voler offendere come fai tu, mi limito alla sola constatazione.
    Il crimine che viene attribuito a Priebke non afferisce a nessuna ideologia nazista o fascista: è orrendo dirlo, ma se solo alle fosse ardeatine ne fossero morti 5 in meno nessuno avrebbe potuto non solo condannarlo, ma nemmeno accusarlo di alcunché.
    Eppure ne sono morti 335, se non sbaglio.
    Tu che vivi di luoghi comuni e di notizie da internet saprai che tutto ebbe origine a via Rasella, dove la bomba fece morire non solo i soldati tedeschi (da cui la rappresaglia legittima secondo la legge di guerra), ma anche civili tra i quali un bambino. Chi ha ucciso il bambino è stato indicato per la medaglia d’oro…
    Comunque Priebke è stato catturato ad 83 anni, vissuti con dignità ed onestà, caratterizzati dall’amore per il prossimo ed il sostegno della sua comunità. A dimostrazione che non era il mostro o il pazzo sanguinario. Se ci pensi, il plotone che lui e Kappler comandavano ne ha uccisi mnolti meno di quanti Che Guevara ne abbia uccisi di sua mano.
    Però, per fortuna, tu sei contro la pena di morte.
    Poi mi racconti come i tedeschi ricattassero la famiglia di tuo padre.

  3. Gianluca scrive
    at 20:04 - 8th ottobre 2009 Permalink

    Giorgio è un realista, va oltre i luoghi comuni ed ha perfettamente ragione. Aggiungo che il caso Priebke è stato architettato ad arte per “succhiare” alle banche Elvetiche circa 1,5 miliardi di dollari risalenti ai tempi del Nazismo. Chi li ha presi? Ma la lobby ovviamente

  4. Pietro scrive
    at 18:27 - 29th ottobre 2009 Permalink

    Proprio come Giorgio sono capitato sul sito per caso, e concordo pienamente con lui. Ovviamente tu conoscerai meglio di me ciò che successe nelle Ardeatine, e sicuramente saprai che i morti reali da parte dei tedeschi furono 42 e non 33, 9 corpi furono nascosti in gran segreto per evitare una rappresaglia troppo sanguinosa. Ovviamente saprai anche che (purtroppo) la rappresaglia è una pratica ufficialmente riconosciuta dai tribunali di Norimberga, e le 10 persone ogni soldato ucciso sono considerate una cifra “equa” (ben meno equa dei 50 civili per ogni soldato ucciso durante l’occupazione dei soldati francesi in Germania). Forse evidentemente non sai che il vero scopo dell’attentato comunista non era certamente quello di “accelerare la liberazione di Roma”: era, piuttosto, quello di provocare una spaventosa rappresaglia che portasse alla fucilazione di qualche centinaio di antifascisti non comunisti che erano già nelle prigioni tedesche. Con quelle fucilazioni i tedeschi avrebbero inconsapevolmente fatto ai comunisti la cortesia di liberarli della presenza di esponenti politici e militari che a guerra finita sarebbero stati dei concorrenti nella corsa al potere. Infatti il famoso “errore” che portò alla uccisione di 5 persone oltre le 330 previste si verificò presso gli uffici della polizia italiana. Ciò in seguito a un confuso susseguirsi di frenetiche telefonate che imponevano esclusioni, aggiunte e sostituzioni nella lista delle persone da fucilare: il tutto al fine di salvare dalla morte i comunisti (che infatti ebbero solo tre fucilati) e far trucidare dai tedeschi il maggior numero possibile di antifascisti anticomunisti.
    Naturalmente conoscerai anche i principi con i quali le nazioni vincitrici superarono nel 1945, per poter condannare i militari tedeschi, il principio della non-responsabilità di un militare che abbia agito in esecuzione di un ordine: un principio, questo della non-responsabilità, che esisteva pure negli eserciti americano e britannico. Peccato che per evitate che gli imputati tedeschi potessero appellarsi alle leggi americane e britanniche, queste ultime furono abrogate, e nel 1948, alla fine dei processi contro i tedeschi, furono reintrodotte.

    E come ha fatto notare Gianluca, è davvero strano che il caso Priebke sia esploso proprio quando era alle porte la scadenza del termine che avrebbe consentito alle banche elvetiche di incamerare il “nazi gold” e i conti correnti risalenti agli anni della guerra (circa 1,25 miliardi di dollari).

    Ma ovviamente che te le dico a fare certe cose, sicuramente conoscerai molto meglio di me la vicenda Priebke.

  5. peppino scrive
    at 09:10 - 6th ottobre 2010 Permalink

    per V275, Giorgio, Gianluca e Pietro:…………………………………ma andate a CACARE !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! voi e le vostre arringhe del cazzo che non stanno ne in cielo e ne in terra (dovevate vivere nel passato! pisciasotto che non capite un cazzo e credete di sapere tutto !!! ignoranti di merda.

  6. Sergio scrive
    at 21:16 - 27th ottobre 2010 Permalink

    D’accordo con Giorgio, Gianluca e Pietro….aggiungo: sempre, sempre, sempre diffidare di chi spinge tanto per creare santi e assassini…o non c’è onestà di giudizio, o ci sono dei motivi oscuri dietro. E gli ignoranti….si sono già firmati!!

  7. Marco scrive
    at 23:57 - 14th novembre 2010 Permalink

    Io non rivaluto nè nazismo nè fascismo nè comunismo, ma una cosa la devo dire: una cosa è la giustizia, un’atra cosa è la vendetta. Il tribunale militare seguendo la legge lo ha condannato, e come nel caso del senatore(!!!) Andreotti, la legge prevedeva che il suo reato sia ormai prescritto, perciò ne ordinarono la scarcerazione. Solo in un paese ridicolo come l’Italia un sentimento popolare poteva far impugnare la sentenza alla Consulta e rifare il processo, col solo scopo non di fare giustizia, ma bensì di compiere una vendetta bella e buona, su un vecchio di oltre 80 anni. Così, oltre a fare una figura di merda di fronte a tutti gli altri paesi civili, ci siamo comportati come i nazisti. Se poi pensiamo che la domanda di grazia fatta dalla moglie anni dopo non è stata ascoltata e che ora lui di anni ne ha 97, e non ha potuto raggiungerla in Argentina prima che morisse, mi chiedo di nuovo la differenza tra i modi barbari dei nazisti e i modi barbari di certa magistratura italiana, nonchè di certe brave persone che accecate dal’odio si vogliono accanire su di un vecchio di 97 anni….Certo i nazisti lo facevano…..e voi fate come loro…..Prima che vi ci mettiate, non sono nemmeno di destra, sono un fottuto anarchico, al quale però stanno sulle balle le ingiustizie, indipendentemente di che colore siano.

  8. sereno scrive
    at 06:56 - 18th giugno 2012 Permalink

    Inutile accanirsi su Priebke e tapparsi gli occhi su quanto di peggio è successo nella seconda guerra mondiale fino ai giorni nostri. Il processo Priebke è stato solo politica, nient’altro. E’ la lobby della vendetta che fomenta l’odio.

  9. Ranio scrive
    at 22:01 - 18th agosto 2012 Permalink

    anch’io capito su questo sito per caso proprio in questi giorni in cui mi sono imbattuto nella notizia dell’ennesima protesta tracimante odio e violenza verbale sotto la casa dove Priebke sta scontando ai domiciliari suppergiù il ventesimo anno di ergastolo alla bella età di 99 anni. Credo che gli animi, dopo che “giustizia è stata fatta”, anche secondo i parametri dei più implacabili dei giustizialisti (Priebke venne condannato all’ergastolo solo perchè nel 96, a seguito di formidabili pressioni politiche nazionali e internazionali venne ribaltata la giurisprudenza del 1948 che aveva assolto i subordinati di Kappler per la rappresaglia e per le 5 vittime in eccesso e Kappler stesso, limitatamente alle 320vittime previste dalla rappresaglia, condannato per le 10 vittime in più agiunte di sua iniziativa a seguito della morte del 33° soldato e delle 5 incluse per errore), non gli furono concesse nessuna delle attenuanti di cui invece aveano goduto tutti i loro colleghi nel 1948, dall’esecuzione di ordini apparentemente legittimi, allo stato di necessità e neppure quelle attenuanti che dipendevano dal lunghissimo lasso temporale di oltre 50 anni dalla commissione del reato nonchè l’avanzatissima età dell’imputato e neppure il fatto che dopo l’eccidio, e comunque dopo la fine della guerra, la condotta di Priebke fosse stata irreprensibile, a dimostrazione del fatto che solo l’aver operato durante la guerra aveva reso Priebke esecutore di un crimine, che però non era stato definito tale dalla giustizia italiana nel 1948, tanto che Priebke visse indisturbato in Alto Adige fino al 1948, si trasferi’ in Argentina col proprio nome e venne da turista in Italia nel 1978 e nel 1981. Ciò che dovrebbe far comprendere a tutti la natura vendicativa della vicenda è il semplice fatto che Priebke nel 1948 sarebbe stato assolto, come tutti gli altri ufficiali, mentre nel 1996, quando la sua età e la sua vita avevano dimostrato la sua non pericolosità per la società, venne invece condannato per un curioso “ribaltamento della giurisprudenza” e un inflessibile rifiuto di concedergli la benchè minima attenuante, persino generica, in quanto ciò avrebbe comportato, secondo il diritto, la prescrizione del reato, istituto, quello della prescrizione, che risponde ad elementari principi di civiltà per impedire proprio l’ingiustizia di condanne arrivate fuori tempo massimo per la lentezza della macchina giudiziaria o, ancor peggio, per una sua attivazione tardiva, come in questo caso, dovuta unicamente a decisioni politiche. Neigli articoli e nei commenti è presente un livore che si giustifica solo con la scarsa conoscenza dei fatti, con l’assorbimento di una propaganda massiccia, unilaterale, che ha rappresentato negli anni 90 Priebke come il tipico ufficiale naziasta sanguinario da film, come se non fosse passato un giorno dall’eccidio e come se in quei 53 anni Priebke fosse restato esattamente il medesimo e soprattutto come se la rappresaglia fosse stata decisa da lui in persona anzichè essere imposta come ordine indiscutibile dalle più alte gerarchie tedesche. Priebke è stato condannato colmassimo della pena e con l’affermazione di tutte le tesi, anche quelle più estremistiche. i suoi nemici dovrebbero essere soddisfatti. se volevano la pena di morte, l’impiccaggione, la forca e la dispersione in mare delle sue ceneri, come avvenne per Eichmann, non avevano che chiederlo e insistere per la sua estradizione in Israele dove la pena di moerte gli sarebbe stata inflitta.
    Oggi l’ergastolano centenario Priebke, unico caso al mondo di centenario ai domiciliari, credo, sta usufruendo di limitati permessi previsti per chi ha scontato parte della sua pena e magari ha un’età avanzatissima in considerazione della quale l’impedimento alla passeggiata quotidiana equivarrebbe a un danno alle sue condizioni di salute. La sentenza che lo ha condannato lo ha bollato come responsabile di un’orrenda strage, al di là di ogni ragionevole dubbio sulla sua effettiva colpevolezza. Si voleva ribadire la condanna di un’ideologia e per far ciò si è colpito un vecchio assurto artatamente a simbolo di quella ideologia. Anche i più estremisti, nel 96, si dicevano soddisfatti di una condanna all’ergastolo, anche sibolica e non effettiva. Poi la condanna ci fu e fu effettiva in termini di privazione della libertà personale considerata l’età del condannato. Priebke probabilmente sarà l’unico ergastolano italiano a scontare la pena a vita perchè, campasse altri 10 anni, non gli consentiranno mai la semilibertà che invece è stata concessa a terroristi, stragisti, mafiosi, sequestratori, pedofili assassini che a differenza di Priebke, in tempo di pace hanno scelto, senza esservi costretti da ordini superiori, di compiere i loro crimini. pe questi ultimi, spesso liberati nel fiore degli anni o al limita con quelche capello grigio, ci sarà sempre comprensione, gente che sostiene che la pena è stata sufficientemente scontata, senza che si organizzino sit-in sotto le loro abitazioni, con urla e minacce e senza che la magistratura revochi i benefici loro accordati sotto la pressione della piazza forcaiola. Sarebbe ora, anche per onorare le vittime dell’odiosa rappresaglia delle fosse Ardeatine, che i tanti politici che urlano contro l’ultimo prigioniero della seconda guerra mondiale, si adoperino fattivamente perchè dal diritto di guerra venga bandita la pretica barbara della rappresaglia, che invece, nell’assenza di qualsivoglia protesta, viene tuttora esercitata anche da paesi civiliì USA in testa. in questo Paese, che si erge sempre a giudice delle malefatte altrui, oggi si va oltre la stessa rappresaglia – oltre all’occhio per occhio. Sui presunti terroristi piovono missili dal cielo incuranti della distruzione delle vite innocenti che per mala sorte si trovano nei pressi della vittima designata nelle death-list di Obama. O qualcuno vuole spiegarmi quale differenza ci sia tra l’uccisione dei familiari incolpevoli di un “terrorista” (presunto) – donne e bambini inclusi – e le vittime delle Ardeatine, dove, a differenza delle odierne rappresaglie e omicidi mirati americani ed israeliani se non altro non vennero coinvolti nè bambini nè donne. Piantiamoa con questa ipocrisia di condannare il passato “affinchè non accada più nulla di simile” quando sotto i nostri occhi accecati si sompiono quotidianamente delitti simili mascherati ipocritamente da “interventi umanitari”.

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