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Eluana Englaro. Staccare la Spina?

Si è molto parlato del caso di Eluana, ho sempre pensato che astenermi da questo argomento fosse la cosa giusta perchè non credo che, una persona che non si trova in situazioni similari, possa capire bene la situazione.

Ma dopo la sentenza di cassazione, che da il via libera all’interruzione all’alimentazione artificiale di Eluana, sono pronto a dare una mia personalissima opinione.

Tale sentenza ha fatto molto discutere, come tutta la faccenda, sopratutto nel mondo politico. Penso solo che in casi come questi bisognerebbe mettersi la mano sul cuore e nei panni dei diretti interessati.

Angelino Alfano dice che si rende necessario colmare un vuoto della lacuna normativa e chiama all’appello tutta la camera per colmare tale vuoto. La maggioranza parla addirittura di omicidio di stato. L’unico che ha parole positive sulla sentenza di cassazione è il padre di Eluana, che può finalmente tirare un sospiro di sollievo: "La decisione conferma il principio per cui nessuno, neppure il medico, può impossessarsi della vita di un altro. E questo è di vitale importanza per la tutela dei diritti fondamentali dell’uomo. E la soluzione logica, ineccepibile, perfetta. Non poteva andare diversamente".

Questo mi ha fatto pensare. Non dico che si debba decidere del destino di una persona, anche se una figlia, ma sicuramente si deve dare il beneficio di decisione a chi è vicino al malato. Poi ci sono questioni di etica e morale che intervengono inevitabilmente ma alla fine bisogna sempre pensare al bene delle persone. Cosa che, anche in un caso così palese, il parlamento non riesce a fare.

Bisogna sempre mettere di mezzo la politica, lo scontro tra vaticano e famigliari, l’opposizione contro la maggioranza e i diritti umani.

Ditemelo voi che cosa è giusto, pensate di avere una figlia nelle condizioni di Eluana, cosa fareste? Continuereste a mantenerla in quello stato, fino a quando il suo fisico arrivato ad una certa età non ce la fa più, o dopo 16 anni decidereste di porre fine "all’inutile" vita di vostra figlia? Dandogli quello che forse è il meritato riposo?

Ho provato ad immedesimarmi, non nel padre, ma in Eluana. Se fossi nel suo stato non avrei dubbi… "staccatemi la spina". Purtroppo Eluana questo non lo può dire perchè non può parlare ma non può neanche camminare ed avere una vita normale. Personalmente trovo più giusto interrompergli questa "vita" che condannandola ad una "non vita".

Molti dicono che, interrompendo l’alimentazione artificiale non si può sapere se e quanto soffrirà Eluana. Io aggiungerei anche che nessuno può sapere se in questi ultimi 16 anni Eluana ha sofferto, non solo fisicamente ma anche moralmente. Possiamo essere sicuri che questa ragazza non ha pensieri ed emozioni?

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Ritorno al Nucleare

Una delle promesse elettorali di questo governo è il ritorno al nucleare in Italia. Tralasciando l’orientamento politico e le faziosità del caso, non credo sia un’ottima idea il ritorno al nucleare.

Nel 1987 nel nostro paese fu fatto un referendum per abolire il nucleare. Fu così che le tre centrali nucleari funzionanti in Italia furono chiuse. Questo referendum vide la luce sopratutto dopo il disastro di Cernobyl’, uno dei disastri nucleari più grandi di tutti i tempi.

Ora si vuole riportare questa tecnologia in Italia… non voglio fare quello che se la fa sotto per un’altro eventuale incidente nucleare, chiaramente ora le tecnologie sono cambiate ed è molto improbabile che un disastro come quello di Cernobyl’ si ripeta, molto improbabile però non vuole dire impossibile. Fate due conti. Se in Italia strutture come ospedali (di prima necessità) vengono a volte considerati come semplici mezzi di speculazione edilizio, mettendo da parte la vera funzionalità della struttura stessa, immaginate una cosa del genere su di una centrale nucleare. Un struttura che se non funziona a dovere rischia di essere la causa di un’apocalisse.

Ma i motivi per cui sono contro al nucleare non sono solo quelli sulla sicurezza. Anche l’ambiente ne risentirebbe. Le scorie radioattive, un problema dove ancora oggi la soluzione è in alto mare, devono essere smaltite. E dove le mettiamo???? Abbiamo già troppi problemi con la semplice spazzatura, figuriamoci con le scorie di una o più centrali nucleari.

Abbiamo veramente bisogno di questi ulteriori problemi? Ricordo che qualche tempo fa Striscia la notizia fece un servizio dove si vedeva un cascinale con le cantine piene zeppe di bidoni di scorie radioattive delle vecchie centrali nucleari e questo a distanza di 20 anni dalla loro chiusura. Figuriamoci se queste avessero continuato nella loro produzione.

Altro motivo del mio dissenso è lo sviluppo di nuove fonti di energia. In Italia è totalmente assente. Il premier, alla proposta di installare turbine eoliche in Sardegna, si è opposto vibratamente perchè dice che deturperebbero il nostro bel paesaggio. E’ vero… invece le centrali nucleari si fondono armoniosamente con l’ambiente del nostro Bel paese?

Informandomi su Wikipedia ho scoperto poi che anche i costi di queste centrali non sono proprio a buon mercato, costi che ricadrebbero su noi cittadini. Primo fra tutti la costruzione delle centrali stesse, che di certo non sono in saldo, poi esiste anche il problema delle polizze assicurative necessarie per ogni centrale. Polizze stipulate in caso di disastro nucleare. Il problema è che non ci sono compagnie assicurative disposte a coprire l’intera polizza per una centrale nucleare per il valore necessario in caso di incidente. In America è stato stipulato un tetto massimo di 300.000.000 di dollari per ogni polizza. Cifra che non coprirebbe minimamente le spese in caso di incidente, quindi i costi assicurativi aggiuntivi ricadono sul governo, cioè su di noi. Questo dovrebbe far pensare. Se le compagnie assicurative non sono disposte a coprire per intero la cifra della polizza è perchè ancora oggi non è garantita nessuna sicurezza nell’ambito del nucleare.

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Rapina in Montenapoleone

In quanti film si è visto? Il furto perfetto. Un ladro che pianifica tutto e con un grandissimo sangue freddo mette in opera un piano studiato nei minimi particolari.

Per il cinema questo è normale, non si fa nessuna fatica a scrivere una sceneggiatura grazie alla quale qualsiasi sfigato riesce in imprese al limite dell’umano.

Quando questo però diviene realtà lo stupore si fa molto più grande.

E’ una news di oggi che riporta un’impresa di un arditissimo ladruncolo, anzi un ladro con degli attributi così!

Milano via Montenapoleone ore 10:40, in pieno giorno una persona, spacciandosi per un lavavetri, si piazza davanti alla gioielleria Pederzani e all’insaputa del propretario comincia a lavare i vetri. Certo il suo lavoro era solo una copertura visto che appena si è messo davanti alla vetrina del negozio ha attaccato due ventose al vetro e cominciato a svitare le 18 viti che fissavano la vetrina. Spostata la grande vetrata ha ripulito il negozio per un bottino di quasi 800.000 Euro.

Il propretario non si è accorto di niente perchè la vetrina era coperta dall’interno da una parte di legno. Anzi ha commentato il furto come un vero capolavoro. Ha poi affermato di essersi accorto del furto quando davanti alla porta d’ingresso ha visto qualcosa che sembrava una sbarra, avvicinandosi si è poi accorto che in realtà si trattava del bordo della vetrina spostata dal ladro. Ma ormai era troppo tardi, l’uomo aveva ripulito tutto ed è scappato a piedi.

Tanto di cappello a questo ladro che ha soprattutto avuto il coraggio di operare in pieno giorno e per la pianificazione del piano. Perchè per operare un tale furto l’uomo deve aver senz’altro pianificato il furto nei minimi particolari.

Anche se si tratta comunque di una operazione illegale, ogni tanto fa piacere vedere persone che, costette a rubare, preferiscono inventarsi colpi audaci invece che presentarsi dentro alla gioielleria con una pistola e minnaciare, o magari ferire, il propretario e clienti.

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Basta

Già qualche tempo fa affrontai il tema delle Morti Bianche e ora sono dinuovo costretto a parlarne.

Non che le mie parole possano cambiare qualcosa, infatti il mio è più un gesto di solidarietà sopratutto per la strage di Torino.

Mi fa veramente un brutto effetto chiamare strage un’incidente sul lavoro ma purtroppo è così. Non si deve morire sul lavoro, mai…! La forza lavorativa è il fulcro, non solo di questo paese ma di qualsiasi nazione. Speculare sulla vita di operai e lavoratori è l’azione più ignobile che si possa fare.

Mettersi in regola con le norme di sicurezza è costoso per le aziende ma è niente in confronto quando si pagano errori e incapacità con delle vite umane.

E con queste due brevissime righe concludo unendomi, come operaio e lavoratore, al lutto che ha colpito non solo Torino ma tutto il mondo del lavoro.

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Milano Violenta

Panico al mercato rionale di piazzale Martini. Sono le tredici e immprovvisamente scoppia una lite fra cinque ragazzi, italiani e marocchini. Saltano fuori i coltelli da macellaio. Un 20enne italiano viene rincorso e accoltellato gravemente. Scatta il panico tutti corrono e urlano.

Un tunisino gambizza un suo coetaneo sparandogli alle gambe mentre aspetta l’autobus alla fermata di via Meda.

Due esponenti della criminalità organizzata albanese, uccidono un loro connazionale 43enne per aver rubato 20 chili di cocaina.

E mi fermo quì… tutto questo in un giorno solo e tutto solo su di una pagina del giornale. Se prendessi un giornale della città chissa quante altre storie di questo genere.

Amo la mia città ma… come siamo arrivati a questo? Quando ero piccolino i miei mi lasciavano uscire tranquillamente. La città era vivibile e ci si poteva divertire anche da molto piccoli.

Dopo qualche anno ho imparato a dubitare della mia città e ad evitare alcuni posti sopratutto a certe ore.

Ora ci sono luoghi che cerco di evitare 24h su 24.

Non vuole essere un discorso antirazziale. Fino a una decina di anni fa ero veramente favorevole, al 100%, all’integrazione razziale e agli immigrati,…. ma qualcosa è sfuggito al controllo. Non voglio fare discorsi politici e tantomeno moralisti ma che cosa non è andato per il verso giusto. L’integrazione etnica è giusta e culturamente appagante ma adesso si è quasi arrivati al punto di non ritorno. Spero tanto, e lo dico col cuore, che succeda qualcosa che cambi la situazione. Voglio ancora una Milano da vivere, passeggiare sotto al duomo col mento alzato per ammirare la madonnina e non con lo sguardo vigile per vedere che intenzioni anno gli extracomunitari davanti a me. Ripeto: non sono razzista ma ora basta. Bisogna dare una regolata ad un sistema di immigrazione che non funziona assolutamente. Non odio i clandestini, anzi li capisco, vengono in un paese nuovo in cerca di un po di "fortuna" per loro e la loro famiglia e invece si trovano in un paese pieno zeppo di suoi simili e di conseguenza con le porte sbarrate. Quando ci si trova con l’acqua alla gola si è disposti a fare qualsiasi cosa per sopravvivere e mantenere la propria famiglia.

Bisogna che chi di dovere si rimbocchi le maniche.

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